SBIANCAMENTO DENTALE

Sbiancamento dei denti dal dentista e a casa

Quando si tratta di sbiancamenti dei denti – fai da te, a casa o presso una clinica seria dove trovare professionisti attenti affinché il trattamento non crei alcun danno – esistono moltissime questione aperte.

A partire da che cos’è lo sbiancamento professionale dei denti, la durata del trattamento e dei suoi effetti piuttosto che le varie fasi del lavoro. Lo sbiancamento dei denti prevede, prima e dopo, alcuni passaggi ed accortezze per evitare ogni tipo di disagio (compresi alcuni alimenti da evitare dopo lo sbiancamento dei denti).

Esistono soggetti per cui non è indicato a causa di fattori diversi e, infine, esistono anche rischi più o meno gravi associati ai trattamenti fai da te.

In questo articolo approfondiremo questi temi.

Per consentirvi una lettura più rapida e diretta, potete posizionarvi sul sommario e raggiungere da lì l’argomento di maggiore interesse.

  1. Cos’è lo sbiancamento professionale dei denti
  2. Sbiancamento professionale dei denti: durata e fasi operative
  3. Sbiancamento professionale dei denti: prima e dopo
  4. Consigli utili per mantenere i denti bianchi
  5. Per chi è indicato lo sbiancamento dei denti con luce blu
  6. Sbiancamento dei denti fai da te: i rischi

1.    Cos’è lo sbiancamento professionale dei denti

Lo sbiancamento professionale dei denti o power bleaching è un intervento specialistico effettuato alla poltrona che consente di levigare e smacchiare la dentatura in modo profondo e duraturo, preservando l’estetica e la salute della bocca.

È importante ricordare che i risultati non saranno gli stessi per tutti, in quanto il grado di bianco ottenibile potrà variare a seconda della persona, sulla base della singola struttura dentaria e, naturalmente, della colorazione originale degli elementi presenti.

Cos'è lo sbiancamento professionale dei denti

Alla luce di questo, è evidente l’importanza di un consulto con il proprio dentista, per valutare insieme la procedura più adeguata a risolvere la situazione. Infatti, è possibile scegliere tra diverse alternative in base alle necessità del paziente.

Per lo sbiancamento professionale dei denti è indispensabile utilizzare una lampada a laser che serve ad attivare il gel a base di perossido di idrogeno applicato sugli elementi dentari. È quest’ultimo, infatti, il vero responsabile della trasformazione che tuttavia, grazie alla sorgente luminosa della lampada (quindi al laser), è resa molto più rapida.
Vengono infatti rilasciati i radicali liberi (acqua e ossigeno attivo) in grado di velocizzare l’azione delle sostanze ossidanti contenute nel gel. Questo penetra negli strati profondi dei denti e agisce sullo smalto dentale, rimuovendo i pigmenti colorati responsabili delle macchie e dell’ingiallimento.

Il laser per lo sbiancamento dei denti (“luce blu”) è quello a Diodi: una delle tecniche più moderne e all’avanguardia tra quelle attualmente disponibili per rendere la dentatura bianca e luminosa. I risultati ottenuti da questa tipologia di sbiancamento dei denti hanno una durata variabile, all’incirca dai 2 ai 5 anni (naturalmente dipendono da diversi fattori come la cura e l’attenzione da parte del paziente, la sua struttura dentaria ecc.).

2.    Sbiancamento professionale dei denti: durata e fasi operative

Sbiancamento professionale dei denti durata e fasi operative

Quando ci si reca dal dentista per uno sbiancamento professionale dei denti con luce blu è bene conoscere i vari passaggi previsti per il trattamento:

  • La primissima operazione consiste nell’effettuare un accertamento preventivo dello stato di salute di denti e gengive;
  • In secondo luogo, andrà eseguita una pulizia dei denti professionale per rimuovere ogni traccia di tartaro o residui di cibo presenti;
  • A questo punto, muniti della scala colorimetrica standard, si procederà all’individuazione della colorazione naturale degli elementi dentari per valutare in che misura intervenire con lo sbiancamento dei denti professionale (quindi la durata dell’irradiazione con il laser).

È arrivato il momento dello sbiancamento vero e proprio, per cui si percorrono vari step:

  1. Viene applicato il divaricatore per la boccaper l’esecuzione del trattamento;
  2. Si stende il gel a base di perossido di idrogenosui denti;
  3. Si applica della luce laser sui dentiper l’attivazione del gel.

Il processo chimico di ossidoriduzione, mediante il quale la sostanza contenuta nel gel penetra all’interno dello smalto dei denti e interagisce con le macchie, producendo dei composti incolore, porta alla frantumazione dei pigmenti scuri sulla superficie dentale.

Una volta ultimato lo sbiancamento dei denti, per una durata variabile che può andare dai 15 ai 40 minuti, il paziente dovrà rimanere in quella posizione. Al termine del trattamento, il gel viene rimosso e l’effetto sbiancante risulta visibile da subito.

La seduta di sbiancamento professionale dei denti può essere ripetuta una o più volte, a seconda delle volontà e delle situazioni dei pazienti. In più o in alternativa a tali sedute aggiuntive è possibile proseguire e completare il tutto con una fase di “mantenimento domiciliare” (bleaching at home), proseguendo quindi con uno sbiancamento dei denti a casa propria, ideale per perfezionare il trattamento e mantenerne i risultati più a lungo. Questo consiste nell’applicazione di apposite mascherine, all’interno delle quali applicare il gel che vi sarà fornito dal dentista; eviterete così di vanificare l’effetto dello sbiancamento professionale dei denti svolto.

3.    Sbiancamento professionale dei denti: prima e dopo

In tema di sbiancamento dei denti, prima e dopo il trattamento è bene conoscere le buone pratiche che permettono, da un lato, di evitare qualunque problema legato all’intervento; dall’altro di prolungare gli effettivi benefici con esso realizzati.

Per chi è indicato lo sbiancamento dei denti con luce blu

Immediatamente dopo lo sbiancamento dentale può capitare di accusare un leggero fastidio, dovuto all’aumento della sensibilità dei denti. A volte un altro sintomo comune è un leggero bruciore alle gengive che si risolve da solo, col passare delle ore.

Per tenere sotto controllo l’eccessivo aumento di sensibilità dei denti è bene procedere ad un trattamento desensibilizzante con specifici prodotti a base di fluoro prima dello sbiancamento.

Per una settimana dopo l’intervento, invece, si consiglia di astenersi dall’assumere bevande contenenti coloranti, come ad esempio le bibite gassate. Inoltre, è preferibile evitare il consumo di caffè e vino rosso. Vanno abolite (o comunque diminuite) anche le sigarette per tutto il periodo post-trattamento.

Alimenti da evitare dopo lo sbiancamento dei denti

Per quanto riguarda, nello specifico, gli alimenti da evitare dopo lo sbiancamento dei denti, oltre a quelli poco sopra citati bisogna fare attenzione ad una serie di cibi (non solo nelle ore che seguono il trattamento, ma anche per i primi giorni successivi).

Gli elementi dentali sbiancati sono effettivamente più sensibili, di conseguenza tendono ad assorbire più facilmente i pigmenti dei cibi. Controllare i colori di ciò che si sta mangiando assume quindi un’importanza cruciale.

In tal senso, gli alimenti da evitare dopo lo sbiancamento dei denti, escluse le tipiche bevande ricche di coloranti, il tè, il caffè e il vino rosso, sono il cioccolato (anche quello bianco) e la liquirizia, i succhi di frutta, i vegetali colorati come ad esempio pomodori, barbabietole, spinaci, lamponi e simili, ma anche tutti gli alimenti e le bevande tendenzialmente acidi, come limone, ananas, yogurt, alcolici, birra, ecc.

4.    Consigli utili per mantenere i denti bianchi

Consigli utili per mantenere i denti bianchi

Il laser per lo sbiancamento dentale, come anticipato, non rappresenta un trattamento permanente.

Gli effetti possono essere mantenuti a lungo (infatti lo sbiancamento dei denti ha una durata approssimativa che può estendersi dai 2 ai 5 anni), tuttavia esistono alcuni “trucchetti per prolungare i risultati e rimandare una nuova seduta dal dentista.

Ecco come mantenere la dentatura bianca più a lungo:

  • Effettuare una pulizia professionale dal dentista ogni 6 mesi/un anno, in base alle caratteristiche della propria dentatura, in modo da rimuovere il tartaro e prevenire carie e gengiviti;
  • Mantenere una corretta igiene quotidiana dei denti, avendo cura di lavarli tre volte al giorno, possibilmente dopo i pasti principali;
  • Utilizzare del dentifricio a base di bicarbonato di sodiocon proprietà sbiancanti e del filo interdentale (o, ancora meglio, uno scovolino);
  • Addentare una mela al giornopoiché i succhi contenuti al suo interno permettono ai denti di mantenersi bianchi e puliti;
  • Cercare di limitare l’assunzione di tutti gli alimenti considerati da evitare dopo lo sbiancamento dei denti (elencati nel paragrafo precedente), orientandosi invece verso cibi e bevande poco colorati o addirittura bianchi, ad esempio pollo, latte, riso, cavolfiore, patate ecc.;
  • Diminuire o smettere di fumare.

5.    Per chi è indicato lo sbiancamento dei denti con luce blu

Utilizzare la tecnica a laser per lo sbiancamento dentale è ideale per tutti coloro vogliano migliorare l’estetica della dentatura, deturpata da ingiallimento e macchie, e siano in buone condizioni di salute.

Laser per sbiancamento dentale professionale Clinica Dentistica di Como

Il perpetuarsi di cattive abitudini, come il consumo frequente di bevande ricche di coloranti e il tabagismo, contribuisce in modo significativo a macchiare i denti.

Il trattamento sbiancante con laser può essere la soluzione giusta per queste persone, permettendogli di mantenere i denti puliti per lunghi periodi. Inoltre, anche per anziani e per coloro che si sono sottoposti a terapie antibiotiche e farmacologiche che hanno alterato la colorazione dei denti, lo sbiancamento dei denti con luce blu rappresenta la soluzione migliore.

Per chi è controindicato lo sbiancamento dei denti con luce blu

In alcune circostanze risulta sconsigliabile sottoporsi a questo tipo di trattamento. In particolare, lo sbiancamento dei denti potrebbe comportare dei rischi in situazioni come:

  • La presenza di malattie croniche gravi;
  • Patologie dentali in atto, come ad esempio carie e gengiviti;
  • Una dentatura gravemente compromessa per vari motivi;
  • Stato di gravidanza e allattamento;
  • La presenza di allergie ad uno o più sostanze usate durante il trattamento.

6.    Sbiancamento dei denti fai da te: i rischi

Sbiancamento dei denti fai da te i rischi

Prima di ogni altra cosa è bene distinguere chiaramente e non confondere due concetti fondamentali:

  • Da un lato c’è lo sbiancamento dei denti a casa considerato come fase di mantenimento, ossia lo sbiancamento domiciliare con l’uso di mascherine trasparenti riempite di gel sbiancante, da utilizzare prima di coricarsi a seguito del trattamento professionale dal dentista;
  • Dall’altro c’è lo sbiancamento dei denti fai da te, effettuato senza la consulenza preventiva o il trattamento da uno specialista.

Sul Web è possibile trovare tantissimi consigli per lo sbiancamento dei denti, tuttavia i rischi associati a questi trattamenti fai da te sono tutt’altro che secondari:

  • Considerando ad esempio il più classico dei rimedi, ossia lo sbiancamento dei denti con bicarbonato, il pericolo associato alla diluizione non corretta del prodotto e ad un utilizzo troppo frequente è quello di creare delle ustioni superficiali a livello della mucosa orale.
    Non solo. Oltre allo smalto ed ai tessuti sottostanti, anche il margine delle gengive può subire dei microtraumi a causa dell’azione abrasiva del prodotto;
  • L’aceto di mele è la seconda tra le più conosciute soluzioni di sbiancamento dei denti fai da te dopo il bicarbonato. Rispetto al precedente, sarebbe meglio che questo metodo venisse completamente dimenticato.
    Lo sbiancamento dei denti con aceto comporta rischi a livello di demineralizzazione dei denti (quindi un grave indebolimento);
  • Per ultimo, spesso si sente parlare di sbiancamento dei denti fai da te con limone che, come nei precedenti casi, può portare a danneggiare gli elementi dentari a causa dell’acido in esso contenuto che aggredisce lo smalto e provoca la formazione di macchie.

In altri casi, lo sbiancamento dei denti fai da te si orienta all’uso di paste smacchianti economiche e più o meno aggressive, deleterie sia per lo smalto che per la dentatura, che causano vari danni e un generale indebolimento degli elementi dentari, rendendoli di conseguenza maggiormente soggetti all’insorgere di carie.

Abbiamo dunque elencato gli esempi principali.
Tuttavia, non siamo qui per bandire i rimedi biologici casalinghi ma per quanto riguarda lo sbiancamento dei denti con bicarbonato o con limone è bene sapere che bisognerà consultarsi prima con il proprio dentista, il quale saprà fornire le indicazioni corrette per sfruttare tali ingredienti senza correre rischi. Nonostante i molti benefici prodotti, infatti, l’utilizzo eccessivo o troppo frequente di questi elementi naturali può causare irritazione fino al sanguinamento gengivale, oltre ad alterazioni della fisiologica flora batterica della bocca, esponendo a fenomeni infiammatori (o peggio).

Per tutte queste ragioni, è consigliabile effettuare lo sbiancamento dentale solo presso studi dentistici professionali, dove personale qualificato potrà indicare la soluzione più adatta alla situazione di ogni singolo paziente.

Per avere un panorama completo di tutte le possibilità offerte per lo sbiancamento dentale potete contattare direttamente la Clinica Dentistica di Como del dottor Walter Renda cliccando qui.

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Walter Renda

Laurea in Medicina e Chirurgia con Lode 1978 Membro Ordine dei Medici Dentisti Fin dal periodo post-laurea, ha sempre esercitato la libera professione interessandosi soprattutto alle nuove frontiere dell’odontoiatria (Master in Laser chirurgia) e alle nuove branche nate negli ultimi anni come la Gnatologia, settore in cui al momento è uno degli esperti in Italia e in Svizzera